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Alcune foto del CONVEGNO COMI: I VOLTI DELLA SOLIDARIETA’
l'8 e il 9 novembre 2008
a Vermicino (Rm) - Casa Provinciale OMI
(clicca sulle foto per ingrandirle)
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“riCOMInciando A PASSO DI DONNA”


Dal 17 al 24 agosto 2008 si svolto il previsto viaggio
missionario in Romania: tappa fondamentale del percorso di
discernimento vocazionale per ragazze promosso dalle COMI,
sviluppato durante tutto l’anno e intitolato
“riCOMInciando a passo di donna”.
Ad accompagnare 7 ragazze provenienti da Trieste, Firenze,
Colli romani, Napoli, Lecce, sono state 2 COMI e un
Missionario Oblato di Maria Immacolata.
Il verbo “osare” ha condotto fin dall’inizio questa
esperienza missionaria, infatti abbiamo voluto seguire una
linea più laica per cercare di esprimere con
maggiore autenticità la nostra vocazione di consacrate
secolari e missionarie. Non abbiamo avuto l’approdo ad una
comunità oblata che ci garantisse accoglienza sul posto, ci
proteggesse, ci facesse da ponte; ma ci siamo affiancate al
COMI ong, in modo particolare ad un giovane volontario
italiano in Romania.
Durante i momenti di preparazione al viaggio abbiamo
cercato, tuttavia, di far leva sull’importanza di costruire
una comunione solida da qua, per poter esportare la nostra
comunità itinerante. Diventare noi quella “casa” che
accoglie tutto e tutti.
E così è stato realmente.
Questa dimensione ha favorito il dialogo e la forte sintonia
con le 2 Associazioni con cui siamo venute direttamente in
contatto attraverso Giuseppe, il volontario del COMI:
l’Associazione “il Chicco” che si occupa di ragazze e
ragazzi orfani malati mentali e fisici, strappati dagli
orfanotrofi-lager (quelli venuti alla luce con la caduta del
regime comunista di Nicolae Ceausescu) da una giovane donna
napoletana, che al tempo aveva solo 26 anni (adesso ha 44
anni) e che in più si prende cura di bambini molto poveri
malati di cancro in fase terminale.
L’altra Associazione, la “Rom pentru Rom”, si occupa
dei bambini Rom, in particolare li promuove nell’educazione
e nell’integrazione sociale attraverso varie attività che
vanno tutte nella direzione di coinvolgere e unire bambini
ed adolescenti, Rom e non Rom, in percorsi di formazione,
crescita e conoscenza reciproca per sciogliere la
discriminazione verso questa etnia.
In entrambe le realtà l’impatto emotivo è stato molto forte.
Oltretutto durante la nostra permanenza è morto Elia, un
piccolo angelo di 4 anni, per un terribile e visibile tumore
ad un occhio e che abbiamo avuto il privilegio di
accompagnare nel suo ultimo viaggio sulla Terra.
Ogni situazione, è stata l’occasione per raffinare,
migliorare il nostro cuore di madre.
Tante le ferite che abbiamo sfiorato: tante piccole vittime
che trovano la serenità o la possibilità di rialzarsi grazie
all’aiuto concreto di gente che non esita a dare la vita.
Gente che ama sempre con la misura alta e, alcuni di loro
non hanno neppure la consapevolezza di avere Dio nell’anima.
Queste ferite vive e queste persone totalmente donate hanno
rafforzato in tutte noi la spinta ad amare e servire Gesù
presente nell’umanità con la stessa audacia di San Eugenio
che ci esorta ancora oggi a costruire con gioia, con urgenza
e con costanza il Regno del Padre.
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