Le nostre attività

 

 

Animazione Missionaria e Animazione Giovanile

a passo di donna 3.gif“A PASSO DI DONNA”

2010

 

cammino con le COMI

nel discernimento vocazionale

 

 L’Istituto Secolare delle Cooperatrici Oblate Missionarie dell’Immacolata (COMI) propone alle ragazze, dai 20 ai 35 anni, un cammino dal di dentro del mondo verso:

  • o       l’incontro con Gesù che svela il Suo progetto nella propria vita

  • o       la riscoperta di sé

  • o       lo specifico missionario sia in Italia che all’estero 

  • o       la condivisione della vita fraterna

Le tappe del percorso si svolgeranno durante alcuni fine settimana concordati direttamente con le partecipanti.

Il primo appuntamento sarà:

da venerdì 15 gennaio a domenica 17 gennaio a Roma

in una casa in autogestione nella zona del Trullo.

Chi fosse interessata può rivolgersi entro il 30 dicembre p.v. a:

 

Cooperatrici Oblate Missionarie dell’Immacolata
Via Giulio Tarra, 20 A/1
00151 ROMA   
Tel./Fax 06 5827941

comi.segret@alice.it

 

www.istitutocomi.it

 

 

Per la commissione di animazione giovanile e vocazionale COMI:

Annamaria Gentili, comi

Cel. 339 4471492

annamaria.gentili@libero.it

 

 

(clicca sulle foto per ingrandirle)

 

Alcune foto del CONVEGNO COMI: I VOLTI DELLA SOLIDARIETA’

 

 l'8 e il  9  novembre 2008

a Vermicino (Rm) - Casa Provinciale OMI

 

(clicca sulle foto per ingrandirle)

 

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“riCOMInciando A PASSO DI DONNA”

 

Dal 17 al 24 agosto 2008 si svolto il previsto viaggio missionario in Romania: tappa fondamentale del percorso di discernimento vocazionale per ragazze  promosso dalle COMI, sviluppato durante tutto l’anno e intitolato “riCOMInciando a passo di donna”.

Ad accompagnare 7 ragazze provenienti da Trieste, Firenze, Colli romani, Napoli, Lecce, sono state 2 COMI e un Missionario Oblato di Maria Immacolata.

Il  verbo “osare” ha condotto fin dall’inizio questa esperienza missionaria, infatti abbiamo voluto seguire una linea più laica per cercare di esprimere con maggiore autenticità la nostra vocazione di consacrate secolari e missionarie. Non abbiamo avuto l’approdo ad una comunità oblata che ci garantisse  accoglienza sul posto, ci proteggesse, ci facesse da ponte; ma ci siamo affiancate al COMI ong, in modo particolare ad un giovane volontario italiano in Romania.

 Durante i momenti di preparazione al viaggio abbiamo cercato, tuttavia, di far leva sull’importanza di costruire una comunione solida da qua, per poter esportare la nostra comunità itinerante. Diventare noi quella “casa” che accoglie tutto e tutti.

E così è stato realmente. Questa dimensione ha favorito il dialogo e la forte sintonia con le 2 Associazioni con cui siamo venute direttamente in contatto attraverso Giuseppe, il volontario del COMI: l’Associazione “il Chicco” che si occupa di ragazze e ragazzi orfani malati mentali e fisici, strappati dagli orfanotrofi-lager (quelli venuti alla luce con la caduta del regime comunista di Nicolae Ceausescu) da una giovane donna napoletana, che al tempo aveva solo 26 anni (adesso ha 44 anni) e che in più si prende cura di bambini molto poveri malati di cancro in fase terminale.

L’altra Associazione, la “Rom pentru Rom”, si occupa dei bambini Rom, in particolare li promuove nell’educazione e nell’integrazione sociale attraverso varie attività che vanno tutte nella direzione di coinvolgere e unire bambini ed adolescenti, Rom e non Rom, in percorsi di formazione, crescita e conoscenza reciproca per  sciogliere la discriminazione verso questa etnia.

In entrambe le realtà l’impatto emotivo è stato molto forte.

Oltretutto durante la nostra permanenza è morto Elia, un piccolo angelo di 4 anni, per un terribile e visibile tumore ad un occhio e che abbiamo avuto il privilegio di accompagnare nel suo ultimo viaggio sulla Terra.

Ogni situazione, è stata l’occasione per raffinare, migliorare il nostro cuore di madre.
Tante le ferite che abbiamo sfiorato: tante piccole vittime che trovano la serenità o la possibilità di rialzarsi grazie all’aiuto concreto di gente che non esita a dare la vita.
Gente che ama sempre con la misura alta e, alcuni di loro non hanno neppure la consapevolezza di avere Dio nell’anima.

Queste  ferite vive e queste persone totalmente donate hanno rafforzato in tutte noi la spinta ad amare e servire Gesù presente nell’umanità con la stessa audacia di San Eugenio che ci esorta ancora oggi a costruire con gioia, con urgenza e con costanza il Regno del Padre.

 

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