Incontri come momenti di crescita

Succede a volte che ci siano esperienze significative che si avvicendano in breve tempo; così è stato per due incontri importanti che ho vissuto recentemente : il convegno, “Oltre e in mezzo. Istituti secolari: storie di passione e di profezia per Dio e per il mondo”, a Roma il 28-29 ottobre scorso; la due giorni per le Famiglie Carismatiche, il 17-18 novembre sempre a Roma.

Due esperienze Chiesa, due occasioni per riassaporare la bellezza della mia vocazione come consacrata, appartenente a una Famiglia, con un carisma specifico ma in piena comunione con tutti gli altri carismi e tutte le vocazioni.

FotoConvegno1Il convegno degli Istituti secolari è stato ricco di interventi qualificati,  con tante sollecitazioni e provocazioni, soprattutto sul nuovo che dovrebbe nascere dalla nostra attenzione ai segni dell’oggi, per capire come incarnare la nostra vocazione ed essere segno profetico,. Le testimonianze, bellissime esperienze professionali e di apostolato,  hanno fatto cogliere il cammino di tanti Istituti e come la riflessione su questa vocazione non si arresta, ma si arricchisce sempre più , soprattutto grazie alla novità portata dal magistero di papa Francesco. Eravamo credo circa 300, italiane, con qualche rara presenza di consacrate di Africa e America Latina (membri che vivono in Italia). Pochi i membri di Istituti maschili e sacerdotali.

È stato interessante capire il lavoro che sta facendo la Conferenza mondiale per dare forza e valore alla nostra vocazione : in alcune cose ho avuto delle conferme, per altre mi si è aperto un vasto orizzonte. Ottima anche la lettura del convegno fatta da una equipe della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, un po’ come sintesi dei lavori. È stato bello anche vedere la nostra Presidente come moderatrice durante i lavori, lei che è stata impegnata nella preparazione di questo incontro.Famcarismatiche

L’incontro delle Famiglie Carismatiche ha allargato l’orizzonte ancora di più, in una visione di Chiesa-Mondo dove la diversità di vocazioni non impedisce la comunione, anzi è una chance in più, perché ciascuno possa mettere il proprio talento a servizio dell’unica missione che è per il Regno di Dio.

Mi son sentita pienamente a mio agio in entrambi i posti, grata per il clima di speranza, di gioia che ho respirato e per le convergenze che ho trovato nelle sollecitazioni emerse in entrambi gli incontri.

Ho raccolto molte sollecitazioni per il mio cammino di Comi, a livello personale ma anche come parte dell’oasi e  dell’Istituto.

Il confronto è sempre una ricchezza, mi fa vedere meglio ciò che sono e ciò che dovrei essere, mi incoraggia   ad andare avanti, a non sentirmi isolata, a credere nel valore della comunione, nella fedeltà a ciò che Dio vuole da me.

Antonietta, Comi

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