Missioni Popolari, queste sconosciute

Il racconto di un’esperienza che cambia il cuore

 

Cosa sono le Missioni Popolari? Si tratta di una particolare modalità per annunciare e riannunciare il Vangelo in un determinato territorio. Molto diffuse in passato, col tempo sono andate diminuendo fino a sparire quasi del tutto. Da qualche anno, però, i Missionari Oblati di Maria Immacolata – insieme a religiosi, consacrati e laici, appartenenti o meno alla propria famiglia carismatica – le hanno riprese proponendole nei quartieri parrocchiali di varie località, dal Nord al Sud d’Italia.

 

Come nasce e si prepara una Missione?

La Missione nasce quando un parroco, intenzionato a ravvivare la fede della propria comunità, chiede ai Missionari OMI di intervenire, secondo il loro stile, per annunciare il Vangelo a tutti gli abitanti del territorio attraverso una presenza diretta e capillare.

La preparazione richiede almeno un anno di impegno congiunto sia da parte dei missionari che dei membri più sensibili della parrocchia ospitante. Questo lavoro sinergico rende possibile la “settimana operativa”, nella quale il gruppo dei missionari, alloggiando sul posto, propone insieme alla comunità momenti di evangelizzazione dedicati a famiglie, giovani, anziani, persone sole o emarginate.

Per raggiungere lo scopo si mettono in atto varie azioni:

  • Incontri di preghiera mattutini, allestiti persino alle fermate dei bus per i ragazzi che studiano fuori territorio;
  • Visite nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile;
  •  Occasioni d’incontro dedicate alle donne e ai genitori dei bambini del catechismo;
  •  Visite ai malati e alle famiglie.

WhatsApp Image 2026-10-09 at 11.06.20La sera, la missione continua con i centri di ascolto del Vangelo nelle case, liturgie ad hoc, processioni, fiaccolate e adorazioni eucaristiche, spesso celebrate all’aperto nelle piazze.

 

La voce dei testimoni: l’esperienza a Deruta

 Attratti da questa possibilità di annuncio, anche noi, come coppia di sposi, abbiamo partecipato ad alcune missioni. Qui condividiamo brevemente ciò che abbiamo sperimentato, in particolare, nella missione “Uniti a Cristo”, realizzata a Deruta (PG) a maggio 2026 con i Missionari Oblati di Maria Immacolata e altri missionari.

   

La testimonianza di Anna: «Mi sono sentita esattamente al mio posto»

«La missione non la scelgo io: offro la mia disponibilità ed è così che il Signore mi sorprende. La missione a Deruta mi ha davvero conquistato il cuore. I motivi? È stato speciale fare la missione con un gruppo piccolo e variegato, ma con lo stesso sguardo fisso su Gesù, che ci ha resi una cosa sola al di là dell’età, della provenienza e dello stato di vita.

 

WhatsApp Image 2026-10-09 at 11.10.32È stato un dono grande incontrare le donne nello spazio al femminile a loro dedicato, ognuna col suo carico più o meno gravoso. Ed è stato altrettanto prezioso incontrare i malati — quelli sereni e quelli angosciati — così come ascoltare le persone al centro di ascolto con le loro riflessioni, le ferite e quelle domande mute, espresse spesso solo con le lacrime. Mi sono lasciata coinvolgere profondamente, ridendo con chi rideva e piangendo con chi era nel pianto. Mi sono rallegrata fino alla commozione per la marea di persone che, durante la liturgia penitenziale, si è avviata tutta insieme verso la confessione, come un’onda sospinta dalla Grazia.

 

Provo una profonda gratitudine per chi ci ha alloggiato, chi ci ha preparato il cibo, chi ci ha trasportato lungo le strade del paese e per il parroco, capace di trattare tutti con semplicità e concretezza. Deruta, inoltre, mi ha portata ad apprezzare tutte le vocazioni presenti e a ritrovare, più forte e profondo, l’affetto che mi lega al carisma e alla famiglia Oblata. Insomma, mi sono sentita esattamente al mio posto.»

(Anna, ausiliaria* Istituto Comi)

 

La testimonianza di Claudio: «Il Signore sa fare grandi cose» 

«La Missione è sempre un momento di Grazia. Spesso si parte carichi di dubbi e incertezze, ma poi il Signore ci mostra le meraviglie del suo Amore. Nelle visite che ho fatto alle famiglie e ai commercianti del posto, ho avuto la netta impressione che quasi ci stessero aspettando: le persone si sono aperte con sincerità e semplicità, condividendo con noi profondi dolori e intime speranze.

 

Tra noi missionari per lo più non ci conoscevamo, ma si è creata subito una forte unione nell’amore reciproco, con l’unico scopo di portare la parola del Vangelo che guarisce e riempie i cuori di gioia. Ringrazio tutti, in particolare il parroco e i sacerdoti missionari che si sono salutati a fine esperienza con un bellissimo abbraccio: questo gesto mi ha emozionato e mi ha confermato che il Signore sa fare grandi cose.

 

Infine, un pensiero che in questi giorni mi tornava spesso in mente riguarda Papa Francesco: provo nei suoi confronti tanta gratitudine perché ha speso la sua vita insegnandoci che la Chiesa deve uscire per strada e andare verso i più poveri, esattamente come faceva Gesù.»

(Claudio, ausiliario* Istituto Comi)

 

*Gli Ausiliari sono laici che condividono lo spirito e la missione delle Cooperatrici Oblate Missionarie dell’Immacolata, Istituto appartenente alla Famiglia Carismatica Oblata.

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